Il legame tra l'arte pittorica e quella culinaria si consolida col passare degli
anni, basti pensare alle etichette del vino selezionato dalla casa: il bianco riporta
un affresco dipinto su una delle pareti del ristorante, firmato da uno dei maggiori
artisti contemporanei italiani: Ugo Attardi, pittore di origine siciliana nato nel
23 a Sori (GE), ha esposto le sue opere nelle maggiori capitali mondiali, vogliamo
ricordare il suo bassorilievo “ I Sogni del Re Normanno” collocato a
Buenos Aires, o la scultura “Ulisse” situata nel Battery Park di New
York, e a Palazzo Valentini a Roma.
L’etichetta del vino rosso è frutto invece di una serata tra amici:
nel 1989 il regista F. F. Coppola è a Roma per girare “il Padrino parte
Terza”, l’Antica Pesa è il posto adatto per ristorare lo spirito
ed appagare il gusto, con il regista c è uno dei più grandi artisti
americani contemporanei: Keith Haring, tragicamente scomparso negli anni 90, che
a fine cena ci lascia un ricordo, sulla carta intestata del ristorante disegna quella
che ormai è un’icona mondiale, il semplice schizzo stilizzato di un
omino che ha ormai fatto il giro del mondo; le etichette delle bottiglie col disegno
firmato dall’artista che tuttora colorano i tavoli dell’Antica Pesa
ci riportano ancora alle emozioni di quella indimenticabile sera di giugno.
Pittore, disegnatore, mosaicista, autodidatta.
Dal 1930 al 1940 orienta la sua pittura verso la "Scuola Romana".
Un insieme piuttosto articolato di artisti attivi a Roma negli anni 20-40, il cui
linguaggio ha caratteristiche che si appongono al novecentismo ufficiale, in chiave
più o meno espressionista e con particolari valenze tonali. I primi protagonisti
di una tendenza antinovecentesca con forti accenti espressivi sono già dal
1928-29 quelli della cosidetta Scuola di Via Cavour (definizione proposta da Roberto
Longhi) è cioè Scipione (1904-1933) Mario Mafai (1902-1965) e sua
moglie Antonietta Raphäel (1900-1975) e Marino Mazzacurati.
Dal 1950 la sua ricerca lo porta a un cambiamento teso verso il movimento astratto
- informale.
Presente in numerose mostre sia personali e collettive oltrepassa l'Oceano, esponendo
anche a New York.
Quello che colpisce subito a fondo, nella cospicua opera grafica e pittorica di
Carlo Quattrucci, è la dose di costante e imprescindibile ansietà
che, per l'artista, rappresenta una delle possibilità più immediate
per porsi di fronte al mondo contemporaneo.
Quattrucci mira a recuperare i valori del passato storico (con lavori come "Il
tiranno e lo specchio"; "Generalissimo franco") riattivandoli o riproponendoli
in una dimensione o, meglio, in una tensione lirico-ideologica.
Quattrucci è sempre riuscito a ritrovare affrontando gli "oggetti"
più disparati: un uomo o un cavallo, un fiore o un uccello, una foglia o
un paesaggio un sasso o un fossile la via della poesia e della grazia.
Una poesia di protesta:
Al di là della semplice "apparenza" delle immagini la traccia dell'allucinante
incontro - scontro dell'artista con la folla anonima, con una folla scatenata, con
una folla innocua, con una folla deliberatamente suicida.
Il suo lavoro si snoda tra istinto poesia e fantasia con una sottile ironia penetrante,
puntuale.
Carlo Quattrucci muore suicida a Roma nel suo studio a Via della Lungara, uno sparo
e poi il silenzio.
Lontano dalle mode e dai circuiti più facili dell'arte, Alberto Gasparri
dipinge da oltre trenta anni in uno splendido isolamento. Solitario, irraggiungibile
svolge la sua ricerca in un ambito che non può certo definirsi una decadente
torre d'avorio in cui, lontano dalla competizione e dal confronto sogna di consacrarsi
all'immortalità:
Si tratta piuttosto di un ambito in cui è possibile, per l'artista uscire
dallo spazio che la storia ha incurvato su di lui per aprirsi all'immensa distesa
del possibile. (Emma Ercoli)
Alberto Gasparri, che pure ha la sua storia originale di pittore della realtà
quotidiana ha trovato in questa sua pittura di notturni divisione e prefigurazione,
le immagini stupefacenti per dire tutta la desolazione e il vuoto del presente ma
anche per dire che il futuro ha radici nel nostro presente e che questo presente
affonda in grandi spessori e strati della memoria e della storia… (Dario
Micacchi)
Alberto Gasparri, comincia ad esporre già dal 1959, a Parigi, Roma, New Deli,
New York, Atene, San Francisco, Washington e Venezia.
Si è occupato anche di poesia, con tre pubblicazioni, "Prima guida Poetica
italiana"; "Poetical". Dal 60 al 69, diverse sono le partecipazioni
teatrali; Al Teatro Belli; S. Saba; Folk Studio ed altri.
Dal 67/68, si occupa di cinema con la realizzazione di corti, ricordiamo "Superstar"
super 8 (New York) con A. Warhol, J.Malanga, A.Di Biagio; J.D.Alessandro.
Hanno Scritto di lui Dario Micacchi, Renato Nicolini, Emma Ercoli, Gregory Corso,
Cecilia Ribaldi, Roberto Trovato ed altri.
Autodidatta, esprime nei suoi lavori una figurazione espressionista. La pittura
di Lorenzo Tornabuoni rivela nella composizione, una intenzionalità informale,
nella colorazione le tonalità neutre su fondi scuri evidenziano i rossi e
i blu.
Nel suo lavoro in particolare sono da ricordare i cicli di lavoro intitolati il
"Bagno Turco" e quello dei "Canottieri".
Presente a numerose mostre personali allestitegli in gallerie e spazi pubblici in
varie città e comuni italiani.
Surrealista, intellettuale colto e raffinato, laureato in lettere e filosofia, docente
dell'Accademia di San Luca.
Dal 1964 le sue opere sono state esposte in diverse mostre personali e collettive,
hanno scritto di lui; Fadal, Almonsi, Guzzi, Simongini, Valsecchi e Trombadori.
"…ma che vogliono da me i quadri di Tommasi Ferroni?"
mi vogliono sbalordire con l'eccellenza della loro esecuzione tecnica o disgustare
con gli accenni a un mondo fatiscente? Mi vogliono consolare con una visione composta
e assorta in cui anche le facce patibolari di alcuni personaggi e i sacchi di spazzatura
partecipano ad una struttura del visibile, o mi vogliono scuotere fuori dalla sicurezza
di un mondo organizzato e rendermi sensibile all'epifania, al momento magico, allo
spot of time "Il punto nel tempo" di Wardsworth…" (G. Almansi)
Pittore, scultore, incisore, frequentò la scuola D'Arte e prese a studiare
architettura. Nel '45 lasciò l'Accademia di Belle Arti di Palermo che aveva
frequentato per un anno e si spostò a Roma. Nel '47, assieme a P. Dorazio,
C. Accardi, P. Consagra, A. Sanfilippo ed altri, fondò "Forma Uno".
Nel 1952/54 fu invitato ad esporre alla Biennale di Venezia. in quegli anni cominciò
a fare incisioni, che costituirono uno sviluppo organico e non casuale della sua
attività. All'inizio espose in Italia e a Praga, Mosca, Berlino, Los Angeles,
Londra e New York.
Nel 1961 con un gruppo di pittori e critici fondò il movimento "Il Pro
e il Contro". Al 1968, risale il grande bassorilievo "Addio Che Guevara",
la prima delle sue grandi opere in legno. Dal 1974 fece fondere una quantità
di bronzi a tutto tondo in cui la levigatezza della superficie dei corpi riaffermava
la grande tradizione classica del Rinascimento. Nel 1987 fu nuovamente invitato
alla Biennale di Venezia. tra il 1990 e il 1992 è stato impegnato nella lavorazione
del monumento "nelle Americhe".
Il manifesto del gruppo viene pubblicato sul primo numero della rivista omonima,
uscita nel marzo dello stesso anno. "L'arte astratta non è più
in funzione di rottura" si legge "ma è azione per una nuova cultura".
A cavallo tra oriente e occidente si svolge e si afferma il lavoro, di Toyo Masushima,
dopo aver frequentato l'Accademia delle Arti nella sua città natale, si trasferisce
ben presto in Italia dove appassionato della pittura classica, studia e ripercorre
tutte le tappe del nostro Rinascimento.
Fa sue le esperienze e i dibattitti che animano la Roma degli anni '70, ed è
in questo momento che porta a compimento il suo lavoro di ricerca tesa ad un'astrazione
simbolica, dove il gesto ed il colore, sono il ricordo paziente della calligrafia
giapponese.
Presente in numerose mostre sia personali e collettive, con testimonianze dei maggiori
critici internazionali.
Pittore, disegnatore, incisore, artista esoterico, i suoi lavori come in un alchemico
laboratorio spirituale fondono tra di loro la passione per la pittura classica e
le vibranti lacerazioni della ricerca contemporanea, dove l'aniconismo degli ultimi
dieci anni, era presente e vivo sin nei suoi primissimi lavori.
Lasciato presto il suo paese, viaggiatore instancabile, curioso e colto porta con
sè da ogni viaggio un suono, un profumo un segno che diventano colore e messaggio.
Presente in numerose mostre sia personali e collettiva oltrepassa l'oceano, esponendo
anche a New York.
Pittore, scultore, astrattista lirico.
L'opera di Bradley è complessa, induce richiami e raccordi, invita a riflessioni,
a ripercorrere itinerari della memoria, a rivivere emozioni.
E ciò secondo livelli di lettura distinti e ad un tempo compatti. Una costante
errabonda esplorazione nel campo pittorico concepita come totale, libertà
di percorso accordata alla mano.
La felicità degli incontri e il loro dialogare all'interno di una logica
compositiva, conferita all'immagine, come privilegio essenziale…" (R.
Crivelli) ha tenuto mostre in tutto il mondo, con testimonianze dei maggiori critici
internazionali.
Artist and Composer Mark Kostabi was born in Los Angeles in 1960 to Estonian immigrants. He was raised in Whittier, California and studied drawing and painting at Californi State University, Fullerton. In 1982 he moved to New York and by 1984 he became leading figure of the East Village art scene. During that time he also developed a provocative media persona by publishing self-interviews which commented on the commodification of contemporary art. By 1987 his works were widely exhibited in New York galleries and prominentlythroughout the United States, in Japan, Germany and Australia. In 1988, inspiring extensive international press coverage, he founded Kostabi World - his large New York studio known for openly employing numerous painting assistants and idea people. In 1996 be began dividing his time between New York and Rome and consequently his work's already strong presence in the Italian art scene was vigorously enhanced. Kostabi produces a weekly cable TV show, Name That Painting, where noted art critics compete to title his paintings for cash awards. He writes an advice column for artists, Ask Mark Kostabi, for Artnet.com. Kostabi has designed album covers for Guns 'N' Roses (Use Your Illusion) and The Ramones (Adios Amigos) and numerous products including a Swatch watch, limited-edition vases, espresso cups, computer accessories and a Giro d'Italia pink jersey. Kostabi is also known for his many collaborations with other artists including Enzo Cucchi, Arman, Howard Finster, Tadanori Yokoo and Enrico Baj. Kostabi's music has been performed internationally by orchestras and soloists including Rein Rannap, Kristjan Jarvi, Maano Manni, Delilah Gutman, the Estonian National Symphony Orchestra, and Kostabi himself. His CDs are: I Did It Steinway, Songs For Sumera and New Alliance. Retrospective exhibitions of Kostabi's paintings have been held at the Mitsukoshi Museum in Tokyo (1992) and the Art Museum of Estonia in Tallinn (1998). Kostabi's work is in the permanent collections of the Museum of Modern Art, the Metropolitan Museum of Art, the Guggenheim Museum, the Brooklyn Museum, the Corcoran Gallery of Art, The National Gallery of Modern Art in Rome and the Groninger Museum in Holland. His permanent public works include a mural in Palazzo dei Priori in Arezzo, Italy and a large bronze sculpture in the central square of San Benedetto del Tronto, Italy Kostabi has been profiled on 60 Minutes, Eye to Eye with Connie Chung, A Current Affair, Nightwatch (with Charlie Rose), The Oprah Winfrey Show, Lifestyles of the Rich and Famous, Nonsolomoda, West 57th, CNN, MTV and numerous television programs throughout Europe and Japan. In print he has been featured in The New York Times, People, Vogue, The Face, Playboy, Forbes, New York Magazine, Domus, Corriera Della Sera, Panorama, Artforum, Art in America, ARTnews, Flash Art, Arte, Arte In and Tema Celeste. The many books published about Kostabi include Sadness Because the Video Rental Store Was Closed, Kostabi: The Early Years, Conversations with Kostabi, The Rhythm of Inspiration, Mark Kostabi and the East Village Scene 1983-1987 and Mark Kostabi in the 21st Century.
